Vetrina della Cittą - Statue Stele in Vetrina

I Sotterranei del Palazzo Comunale di Pontremoli sono stati oggetto di interventi di restauro nel corso del 2010-2011 e sono oggi fruibili come Vetrina della Città.
Le indagini archeologiche e i restauri hanno permesso agli studiosi di ricostruire alcune caratteristiche dell'antico Palazzo Comunale  e di individuare i livelli più antichi della città medievale, oggi interrati.
Il percorso attraverso la Vetrina della Città permette al visitatore di cogliere alcuni degli elementi salienti di questa antica ed importante struttura storica. Attualmente questi spazi ospitano temporaneamente una selezione di statue stele Lunigianesi . 

LA STORIA: I documenti riportano notizia di un Palazzo pubblico a Pontremoli già dal 1110 quando Matilde di Canossa stese un atto a Pontremoli nel palatio vocato della corte, un palazzo regio con funzioni amministrative legate alla famiglia degli Obertenghi, già posizionato nel luogo in cui oggi si trova il Municipio e collegato alla vicina Chiesa monastica di San Giovanni (oggi distrutta e sostituita dal Palazzo Bocconi).
Notizie più consistenti però compaiono solo all’inizio del secolo XIV (il Palazzo Pretorio viene citato nel 1313). Nel 1322 Guelfi e Ghibellini si riuniscono per proclamare Castruccio degli Antelminelli signore della città nella Casa dei Bernardi, attigua al Palatium Communis. Proprio vicino a questo Palazzo lo stesso Castruccio fece costruire il poderoso sistema murario munito di tre torri e detto Cacciaguerra che separava il borgo e le fazioni Guelfa e Ghibellina perennemente in lotta; ai piedi della torre maggiore (l’attuale Campanone) si apriva una porta di collegamento tra i due settori del borgo. I documenti e le illustrazioni dei secoli XV e XVIII descrivono un Palatio Comunis munito di porticati, logge e strutture difensive rivolte sia verso la piazza antistante sia verso il fiume Magra. Tra la fine del Settecento e gli anni 70 del Novecento il palazzo viene fortemente trasformato fino a raggiungere le forme attuali.


LE TRACCE DEL PASSATO: Le murature medievali delimitano un’area di circa 380 metri quadrati, anticamente composta da grandi ambienti divisi in numerosi locali più piccoli nel corso dei secoli.  L’analisi stratigrafica ha evidenziato la presenza di fasi edilizie collocabili nei secoli XIV e XV; sono infatti visibili numerose murature con bozze squadrate disposte in corsi regolari nelle quali si possono notare aperture, feritoie e buche pontaie (3,4,8). La maggioranza delle volte a botte mostra ancora traccia della tecnica realizzativa antica, che si serviva di una struttura di sostegno preparatoria in legno (3). Nella zona rivolta verso il fiume Magra (6, 7) sono inoltre ben visibili due possenti colonne cilindriche, del diametro di circa un metro, in grande parte interrate e sulle quali poggiano due enormi archi tamponati, certamente parte di una grande struttura porticata databile al secolo XIV. La posizione dei capitelli di queste colonne, molto vicina al pavimento attuale, permette di ricostruire l’esistenza di livelli antichi ben più bassi (almeno 4-5 metri) di quello odierno. Saggi archeologici (4) hanno evidenziato il brusco innalzamento dei piani di calpestio dovuto all’interramento alluvionale dei locali. Il “piano di vita medievale” doveva essere a circa 4 metri sotto quello attuale. Sul fronte lungo il fiume è conservato anche un pozzo (10) datato al secolo XVII. L'uscita sul fiume (11) permette infine di osservare la base della torre est della cortina di Cacciaguerra e la grande abside della cattedrale di S, Maria Assunta (XVII sec.) 

STATUE STELE PRESENTI NELLA MOSTRA TEMPORANEA: 

Ecco l'elenco e alcune delle caratteristiche delle dieci Statue Stele selezionate ed esposte in mostra:

STATUA STELE CASOLA(Gruppo A, IV-III millennio a.C.): Scoperta nel 1964, questa stele integra è il simbolo del tipo A, con testa a mezzaluna direttamente connessa al busto, linea clavicolare, braccia frontali e pugnale semilunato inciso sotto le mani.
STATUA STELE MONCIGOLI I (Gruppo A, IV-III millennio a.C.): segnalata nel 1910, questa Statua Stele femminile (tra le più antiche) con seni cilindrici e una lavorazione assai raffinata era stata murata nella parete di una casa colonica.
STATUA STELE MINUCCIANO  I  (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): rinvenuta nel 1964 durante l'allargamento di una strada, fa parte di un gruppo di tre stele trovate in momenti diversi a Minucciano. E' un esemplare molto raro in quanto presenta contemporaneamente ascia e pugnale.
STATUA STELE TAPONECCO (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): Questa stele fu ritrovata nel 1975 nel Comune di Licciana Nardi accidentalmente, durante l'allargamento di un tratto stradale. E' una delle rare Statue Stele complete, celebre per il raffinato pugnale con costolatura mediana ben visibile sotto le mani. (La Stele è attualmente in restauro e arriverà in mostra nei prossimi giorni).
STATUA STELE VENELIA II(Gruppo B, IV-III millennio a.C.): proviene dall'area dell'antica Pieve di Venelia, oggi Monti di Licciana, uno dei luoghi di maggiore concentrazione dei ritrovamenti. Sulla stele, acefala, sono bene riconoscibili le mani a pettine e in appuntito pugnale con lama triangolare e impugnatura a semidisco.
STATUA STELE MALGRATE III (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): Nota dal 1968, è un esempio di riuso storico, visto che era stata reimpiegata come mensola e mostra evidenti segni di trasformazioni, come l'asportazione dei seni e la scalpellatura sul davanti e sui fianchi.
STATUA STELE TRESCHIETTO (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): la cosiddetta Venere di Treschietto è in assoluto la più famosa tra le Statue Stele femminili della Lunigiana. La figura, purtroppo acefala, si mostra slanciata e conserva perfettamente la lavorazione dei seni realistici e delle goliere metalliche che ne ornano il collo.
STATUA STELE (Gruppo B, IV-III millennio a.C.)
STATUA STELE CANOSSA I (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): Rinvenuta nel 1972, questa stele è celebre per la presenza di un pugnale infoderato di forma rettangolare, che conosciamo in soli due casi. Probabilmente questa stele fu reimpiegata nell'età del ferro come parte di una tomba a Cassetta.
STATUA STELE MINUCCIANO III (Gruppo B, IV-III millennio a.C.): (Calco in resina dipinto). Si tratta della Statua Stele simbolo del Museo, ritrovata nel 1968 spezzata in due grandi frammenti. Rappresenta un guerriero con ascia a pugnale, caratterizzato da grandi dimensioni e una particolare cura dei dettagli del volto e delle braccia.
STATUA STELE BIGLIOLO (Gruppo C, I millennio a.C.): è la stele simbolo del gruppo C, databile all'età del ferro e con caratteri molto differenti da tutte le Statue Stele precedenti. Il guerriero armato di ascia ha la testa arrotondata, mani e spalle sono rappresentate realisticamente e sono presenti elementi di vestiario ed una iscrizione in caratteri etruschi. 

 


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